Ho due domande sul nesso tra “melatonina” ed “età”:
1) il dottor Pierpaoli, nei suoi libri, suggerisce di incominciare l’assunzione di melatonina nell’ottica di preservare l’epifisi e tutto ciò che ne consegue a partire dai 40 anni. Sul suo sito, però, ho recentemente letto come tale suggerimento adesso sia stato anticipato addirittura ai “30/35 anni”: è un errore di battitura o effettivamente adesso il consiglio è quello? Ci sono stati aggiornamenti nelle ricerche?
2) Il famoso ristabilimento dei livelli ormonali agli standard “giovanili” conseguenti al picco melatoninico di 120 picogrammi a quale età si riferisce? In altri termini, di norma, a quale età un uomo medio secerne 120 picogrammi di melatonina a notte? È un dettaglio che mi pare interessante tenuto conto del fatto che si sa come, anche nel primo ventennio di vita, l’essere umano ha variazioni sensibili nella produzione di questa sostanza.
Grazie.
Con la conoscenza della ghiandola pineale , della sua fisiologia ed in relazione alla vita dell’essere umano ,si può considerare corretta una assunzione più o meno costante anche in anni precedenti l’età di 40 anni.
Questa scelta si può verificare assumendo per un periodo almeno di 3-4 settimane ,un mese circa, anche a 30 anni di età e ancor prima di questa.
La validità di tale scelta si comprende nei benefici che questo periodo di osservazione può apportare al soggetto in questione .
Il corretto picco melatonico che lei segnala nei 120 picogrammi ,si assiste e si manifesta con regolarità soprattutto nell’età giovanile ,dopo la pubertà e si mantiene costante per un tempo che non è definito , in quanto l’influenza dello stile di vita e altri fattori possono alterare questo sincronismo e tale preciso livello di produzione endogena .
Da quest’ultima considerazione si può comprendere se vale la pena verificare e monitorare come segnalato sopra l’assunzione di melatonina anche in età avanzata .
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