Melatonina e Zinco

Domande e RisposteMelatonina e Zinco
ginodue asked 4 anni ago

buongiorno, dopo aver visto qualche video you tube, dopo aver letto il libro del Dott. W. Pierpaoli, ho iniziato a prendere da qualche giorno, due pillole Formula KKS a metà pomeriggio e la sera prima di andare a letto una pillola di melatonina zinco-selenio e una pillola di Provision. La domanda: ho visto in rete, tempo fa, un articolo, scientifico, quanto attendibile non lo so, che lo zinco in parte è indispensabile, ma può accumularsi e fare delle placche nei gangli nervosi,  tipo l\\\’alluminio per i malati di alzhaimer-Parkinson. Stò andando a memoria e non ho fotocopiato l\\\’articolo. L\\\’ovvia domanda è: Lo zinco può fare più male che bene? Grazie per l\\\’eventuale risposta. Gino

1 Risposte
Moderatore Bio-Clock answered 4 anni ago

Uno studio che ha condotto il Professor Pierpaoli all’Istituto INRCA di Ancona dimostra  e permette di verificare l’assoluto valore dello zinco nei confronti di tantissime funzioni biologiche di noi nesseri umani  mammiferi a sangue caldo. Questo minerale indispensabile risulta ottimamente assorbito dal nostro organismo quando nel ciclo circadiano si verifica il corretto Picco Melatonico Notturno .
L’associazione Melatonina Zinco e Selenio è fondamentale  per mantenere le nostre condizioni di benessere psicofisico e in relazione a questa ricerca e ad altre scoperte verificate dal Professor Pierpaoli si è potuto stabilire che i livelli di zinco di competeneza del nostro sistema sono molto superiori a quelli indicati dai modelli R.D.A della medicina classica. Questo vale anche per altre molecole endogene ( FT3 FT4  TSH ecc ) ed esogene (Zinco – Vitamine – ecc ). Il pericolo di accumulo non sussiste  quando nell ‘ organismo possiamo contare sulla  precisa formazione del Picco Melatonico Notturno , in quanto questo garantisce  il corretto assorbimento ed utilizzo dello ione zinco e lo smaltimento dell’eventuale frazione eccessiva.  Di seguito riportiamo stralci di una intervista al Professor Pierpaoli in cui si parla appunto dei livelli di Zinco .
 
“”C’è però una domanda che vorrei porti, e riguarda la somministrazione di melatonina con zinco; perchè questa combinazione?
Perchè negli stessi anni in cui conducevo le ricerche sulla melatonina, all’INRCA di Ancona (Istituto di ricerche gerontologiche Nino Masera), i ricercatori Nicola Fabris, Eugenio Mocchegiani e colleghi, da anni impegnati nello studio degli effetti immunostimolanti e antiinvecchiamento dello zinco, nel contesto di una teoria sull’origine e il corso della senescenza, realizzavano una ricerca sui malati di AIDS. Fecero così la straordinaria osservazione che lo zinco, somministrato per via orale, era in gradi di prevenire in gran parte le cosiddette malattie opportunistiche di varia natura (virale, micotica, batterica e parassitaria) che colpiscono infallibilmente i malati di AIDS fortemente immunodepressi. Tali importanti lavori sono stati pubblicati sulle riviste mediche Joumal of the American Medical Association (JAMA) nel 1988, e sul Joumal of Nutrition nel 2000.
La conclusione è stata quindi logica: lo zinco è in grado di prevenire le malattie opportunistiche dell’AIDS; e la melatonina?
Nella prima metà degli anni novanta, io stesso ed altri avevamo condotto degli studi, poi pubblicati su riviste specializzate, nei quali avevamo osservato come la melatonina, da sola, sia in grado di ricostruire i livelli di zinco nel sangue di animali senescenti. Risultava quindi chiara l’esistenza di una relazione diretta tra lo zinco e la melatonina; inoltre, la loro azione si manifestava come sinergica nella ricostruzione dell’immunità in corso d’invecchiamento! E’ infatti noto che la carenza di zinco è un sicuro parametro d’invecchiamento (i suoi livelli decrescono costantemente nel corso degli anni).
Sulla base di tali entusiasmanti risultati sperimentali e clinici, che riguardavano la rapida ricostruzione dell’immunità con il binomio zinco-melatonina, passai quindi alla formulazione di un’associazione tra melatonina e zinco.
Nella fase successiva, vale a dire quella relativa alle prove cliniche sull’uso della melatonina, associata a un composto organico di zinco, quello orotato (che ha il vantaggio di essere assorbito meglio nei processi organici, in cui lo zinco è parte essenziale di oltre duecento enzimi), identificai nei pazienti africani di AIDS il terreno ideale per la valutazione di tale associazione di elementi, privi di tossicità e di effetti collaterali, anche per il basso costo della melatonina, e in considerazione dello stato di estrema povertà delle popolazioni africane.
 
 
 
Melatonina, zinco e ormoni.  I nostri studi sperimentali e clinici che continuano da molti anni mostrano progressivamente, non solo il nostro isolamento scientifico e i turpi ostacoli posti alle nostre scoperte, ma la fondatezza della nostra logica evolutiva e biologica.  Gli ostacoli che ci vengono posti  sono di natura socio-economica. L’appiattimento e scomparsa del picco notturno di melatonina e la costante diminuzione dei livelli dello zinco nel sangue nel corso della senescenza  sono i segnali precisi  del decadimento del controllo ormonale delle nostre funzioni essenziali come per esempio il sonno, la forza fisica, l’adattamento alla temperatura, il vigore sessuale, la resistenza alle infezioni e così via.

Tutte queste funzioni sono sotto stretto controllo ormonale. A loro volta, i cicli e ritmi ormonali del giorno e della notte sono sotto stretto controllo degli impulsi della pineale, che integra e rispedisce i messaggi alle ghiandole endocrine.  Lo zinco, che è tra gli elementi minerali più diffusi  sulla crosta terrestre dopo il ferro, ha acquisito un incredibile numero di funzioni biologiche strettamente legate alla funzione direttiva della ghiandola pineale. Quindi noi possiamo puntare su tali segnali per controllare il corso dell’invecchiamento e per correggerlo in tempo. Mi si obietterà: ma perché  lo zinco? Il binomio melatonina-zinco è la base biologica della re-sincronizzazione del sistema ormonale semplicemente perché  tale associazione, come da noi dimostrato, dà inizio ad una serie di eventi a catena che automaticamente ristabilizzano l’equilibrio ormonale perduto. Abbiamo infatti scoperto una chiave biologica fondamentale che ci permette di frenare l’invecchiamento. Il mantenimento della integrità della ghiandola pineale con melatonina e zinco ( associato alla melatonina nella sua forma di sale organico, orotato  nel nostro caso) permette alla melatonina di esercitare in modo ottimale la sua funzione  con un meccanismo che fa capo alla sua struttura elettronica. Molte altre forme o sali di zinco non vengono infatti assorbite e sono inerti!  In tal modo si assiste ad un rapido recupero di tutte le funzioni e parallelamente ad un riequilibrio psico-somatico completo. Quindi: l’invecchiamento è perfettamente frenabile e reversibile con la melatonina purissima associata allo zinco orotato che mantiene la funzione della pineale e ricostituisce rapidamente tutti i ritmi ormonali.